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Sudamerica – 6 mesi di backpacking + foto

Conclusioni

IMG_3283Intraprendendo un viaggio del genere, bisogna tenere in considerazione i cambiamenti, che poco a poco, influenzano il viaggiatore stesso durante tutto il tragitto.

Il primo mese é da turista, nel peggiore dei termini, dove tutto é un problema ed il ricordo di casa é ancora forte. Dal secondo mese in poi, le cose cambiano piuttosto velocemente e ci si integra con la cultura locale, non ci si arrabbia piú per informazioni sbagliate ricevute in strada o per la pessima qualitá del cibo. Poco a poco, cosí, ci si ritrova a dormire anche 4 notti a settimana in autobus durante trasferimenti notturni. Il treno, nelle zone da me visitate, non é decisamente un mezzo di trasporto comune, questo giustifica la fitta rete di collegamenti in pullman tra localitá piú o meno note. La qualita’ di questi varia molto e partiamo da camion adattati ad autobus, illegali ma presenti, fino al super autobus con 3 sedili per fila, televisioni e DVD per intrattenere i passeggeri. I film proiettati sono al 90% di Kung fu, un vero e proprio boom laggiú. Questo mi riporta anche alla mente un episodio divertente, dove, bevendo un succo di frutta in un mercato di Trujillo, un tizio mi ha avvicinato chiedendomi da dove venissi. Ovviamente ho risposto Venezia invece di Corno di Rosazzo. Allora quest’uomo, illuminato in viso, ha spalancato gli occhi e mi dice: la conosco! Era in un film di Bruce Lee!

Comunque, dicevo, per i trasferimenti lunghi la legge non permette ad un autista di condurre per piú di 5 ore consecutive, per cui é normale chiedersi: e dopo le 5 ore?

Beh, l’autobus si ferma, si apre il vano portabagagli e da lí esce il secondo autista, il quale interrompe la sua partita a scacchi con Morfeo, per continuare la staffetta fino a destinazione.

Ogni tanto l’autobus é cosí pieno, che la gente stende un cartone sul pavimento e dorme lí… impedendo ogni movimento ad altri passeggeri.

Sempre parlando di mezzi di trasporto é impossibile non citare i tassisti, una specie a sé, approposito, che vengano dalle Galapagos anche loro?. Dicasi tassista sudamericano, un essere vivente dotato di non meglio specificato mezzo di trasporto, il quale usa il clackson per attirare l’attenzione di potenziali clienti, ad ogni discesa spegne il motore, ed é capace di raccontarti la storia della sua vita anche durante un tragitto di soli 2 minuti.

Il rumore, é parte integrante della vita quotidiana, dove chiunque urla, il volume della radio é talmente auto da essere inascoltabile. Sui collettivi (un tipo di bus), gli assistenti gridano dal finestrino la lista delle destinazioni in versione forzatamente cantilenosa.

Ogni qualvolta c’é da pagare qualcosa, é sempre un problema, dal Perú dove il resto non é mai disponibile, all’Ecuador dove i prezzi al ristorante sono senza IVA, alle agenzie di viaggio, che a caso espongono i prezzi in moneta locale o dollari Americani.

Eccezzion fatta per la frutta, il cibo non posso considerarlo eccellente, e prima di giudicarmi provate voi a mangiare un pollo in brodo a colazione. Tuttavia é da provare a tutti i costi la carne di Lama, consigliatissima dai dietologi per la totale assenza di colesterolo. Il Cuy, meglio conosciuto come porcellino d’India, ha un buon sapore, ma anche una forma troppo simile al ratto per essere servito su di un piatto.

Le foglie di coca sono punto di divisione netto tra paesei. Detto tra noi, le foglie di coca non sono una droga ,al contrario della cocaina, che si basa su di un processo chimico delle stesse. Se non siete convinti di questa affermazione, pensate agli Inca, i quali la utilizzavano per 1001 motivi e vivevano tranquillamente fino a 60 anni e questo nel 1500. Fino a pochia anni fa, la foglie di coca venivano anche usate come anestetizzante dai dentisti.

Le cose piu’ sentite, in strada e nei ristoranti, sono conversazioni sull’accesso della Bolivia al mare, la conquista delle Malvinas (Farklan Island) da parte dell’Inghilterra, la diatriba per l’origine del Pisco e l’immancabile onnipresente calcio.

Il Pisco e’ una bevanda alcolica che viene prodotta nei due stati di Cile e Peru, entrabi gli stati hanno un villaggio chiamato Pisco, non fosse che il Cile ha rinominato il suo solo pochi anni fa per questione di Marketing… in entrambi questi villaggi si produce pisco, ma il prodotto é decisamente diverso. Una situazione, per intenderci, sulla falsariga di quanto succede qui da noi per il Tocai.

Prendendo una guida turistica per una qualsivoglia visita, la competenza della stessa e’ assolutamente impredicibile, partiamo da guardiani di musei promossi a guida, fino ad espertissimi oriundi che hanno condotto ricerche personali su culture usi e costumi.

In conclusione per me il Sudamerica é stato un luogo energetico, dove, seppur con non poche difficoltá, sono riuscito a fare il backpacker e ad apprezzare diversi lati delle culture locali, altrimenti nascosti. Consiglio a chiunque di prendersi un periodo di pausa nella vita per fare una esperienza simile. Qualche viaggiatore che incontrato, era addirittura in viaggio da 8 anni o piú. Se questo si giusto o meno non lo só, ma forse, come diceva quell’umile parrucchiere della mutua, che tanto mi ha aiutato in terra di fuoco: Il bene ed il male, esistono solo nella testa dell’uomo.

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parte 3

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