Huayna Potosi (Bolivia)

March 6th, 2005 No comments

Huayna Potosi – altitudine 6088m

IMG_3747pLa sveglia suono alle 11:45Pm, ho dormito poche ore ma mi sento riposato. Il rifugio é stato costruito a 5000 metri e l’ossigeno qui é cosa rara. Mi vesto lentamente e con movimenti meccanici dettati dal freddo. In mezzo ad una nuvoletta di fiato chiedo:

  • Quanto falta para tomar desayuno?
  • 10 minutos amigo….

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Perú

March 1st, 2005 No comments

Il Perú

IMG_2922Da quasi 100 anni, non a torto, l’immagine turistica del Perú é associate al sito archeologico per eccellenza: Il Machu Picchu. Esistono peró altre faccie della medaglia, piú o meno conosciute, che caratterizzano questo paese e lo rendono unico al mondo. Al nord, sulla costa, fanno bella mostra di se le spiagge tropicali con tanto di palme e cocco. Al centro, la bella Lima sul livello del mare e Huarraz, punto di partenza per le escursioni sulla cordigliera bianca, sono poli di attrazzione turistica e non solo. Il sud, con le isole Ballestras (chiamate le Galapagos dei poveri), le linee sul deserto di Nazca, Cuzco l’ex capitale Inca ed il lago Titicaca completano il quadro dei poli d’interesse.

I peruviani sono persone persone buone con la B maiuscola, nelle zone dove il turismo non é ancora sviluppato é pratica comune essere invitati a pranzo, o almeno fermarsi a bere qualcosa assieme. Anche qui, come in gran parte del sudamerica, esiste il problema della disoccupazione e la gente di strada s’inventa i lavori piú disperati pur di sopravvivere.

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Ecuador

January 20th, 2005 No comments

L’Ecuador

IMG_1050_16_26Trovo alcune difficoltá nel descrivere questo paese, complete dal punto di vista geografico, ma imperfetto per altri versi. La gente per cominciare si divide in due grandi categorie: chi ti ama e chi ti odia. Chi ti ama poi si divide in amore per il Gringo ed amore per il denaro del Gringo.

Qui nel 2000 il paese ha subito I danni della dollarizzazione, ora la moneta locale é il dollaro Americano ed a detta di tutti, il costo della vita si é moltiplicato per 11.

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L’amazzonia

January 12th, 2005 No comments

L’amazzonia

IMG_1050_14_01Non capita spesso di vivere personalmente quello che, trasmesso in televisione, chiameremmo documentario. Le 3 ore di barca che separano (in 60 Km) l’ultimo villaggio abitato dalle cabanas, hanno un qualcosa di magico. I cuscini dell’imbarcazione metallica sono bagnati, ma preferibili alla dura panchina sverniciata su cui si appoggiano. L’acqua color cacao, gli alberi cosi’ alti che a me, piccolo alieno del mondo civilizzato, sembrano grattacieli. Di alcuni, causa la foschia non si riesce a scorgerne la cima, il rumore del motore ha effetto soporifero, ma non si dorme a causa dei 1001 tronchi rovesciati in acqua, su cui la barca scivola.

L’acqua é bassa e la percorribilitá non é delle migliori, la barca rallenta mentre la destinazione simbolicamente si allontana. Una debole torcia elettrica diventa la nostra stella polare. Arriviamo a notte fonda, ma sono appena le 19:30,qui sulla linea dell’ecuatore. 2 colpi di fucile, gente ammassata sulla lungha scalinata in legno che separa le cabanas dal fiume. Aspettate qui ci impongono, altri spari nel buio piú buio. Dopo 20 minuti ci mettono in camera a letto senza cena e dopo altri 10 il generatore viene fermato. Ci sono dei ladroni e se sono qui, a 60 e 100Km dai villaggi piú vicini, c’é una ragione.

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Le Galapagos

December 28th, 2004 No comments

Le Galapagos

IMG_1050_02_03_97_08Probabilmente il posto piú bello dove io sia mai stato in vita mia fino ad oggi. A primo impatto si ha subito l’impressione di essere in un posto speciale. Le fregate per cominciare con la loro sembianza jurassica accompagnano il traghetto dall’isolotto dell’aeroporto a Santa Cruz, l’isola principale.

Qui le isole hanno piú nomi a causa delle varie dominazioni attraverso cui sono passate negli anni. L’acqua é di un colore che non posso chiamare differentemente da “Blu Galapagos” le spiagge, sove presenti, sembrano lavate a candeggina e gli animali… gli animali sembrano provenire da un altro pianeta e sono avvicinabili quanto il gatto del vicino di casa. Alcuni di loro, non fosse illegale, si potrebbero tranquillamente accarezzare. Il Darwin center é stato creato per combattere l’estinzione delle specie, soprattutto le Galapagos, antico nome con cui gli Spagnoli chiamavano le tartarughe giganti. Qui alcuni progetti sono stati incoronati per i risultati ottenuti, tipo la ripopolazione dell’Isola Espanola, altri no, come il tentativo fallito piú volte di far riprodurre George l’ultimo esemplare vivente di tartaruga gigante a collo lungo e guscio alto. Di 14 specie conosciute 5 sono giá estinte e George sará la conclusione della sesta.

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